Pantelleria è un museo diffuso: un grande parco storico, archeologico e geologico nel cuore del Mediterraneo

La Perla Nera del Mediterraneo, l’isola “continente”, è un vero e proprio scrigno di tesori archeologici, storici e geologici. Difficile trovare un luogo che si avvicini anche solo lontanamente alla ricchezze e al patrimonio storico/naturalistiche che Pantelleria conserva e che è in grado di offrire ai propri visitatori. Manufatti di interesse storico/architettonico, manifestazioni di vulcanesimo secondario, siti archeologici. L’imbarazzo della scelta per chi, in vacanza, desidera conoscere, esplorare, viaggiare indietro nel tempo.

I primi abitanti di Pantelleria, circa 5000 anni fa, erano esperti modellatori di ossidiana, l’oro nero della preistoria. Nell’età del bronzo sull’isola si insediarono altre popolazioni, che abitarono i cosiddetti Sesi e il villaggio di Mursia, iniziando anche a coltivare la terra. Arrivarono quindi i Fenici, che usarono l’isola come scalo commerciale e base di appoggio per i loro traffici navali e che, in un secondo momento, edificarono veri e propri insediamenti, con un centro principale sulle alture di Santa Teresa e San Marco.

L’antica Cossyra fu teatro anche delle epiche battaglie navali tra Cartaginesi e Romani, che si conclusero con la conquista definitiva dei Romani nel 217 a.C. Nel 551 d.C. inizia il dominio dei Bizantini, che trasformano Pantelleria in una fortezza militare, edificando il Castello. Con l’arrivo degli Arabi sull’isola vengono introdotte molte innovazioni, soprattutto nell’agricoltura.

Una grande storia di contaminazioni, integrazioni, innovazioni, che rende Pantelleria un grande museo diffuso, unico nel suo genere. Difficilmente, infatti, si può trovare un luogo dov’è possibile passeggiare tra i resti di un villaggio antico di oltre quattromila anni e, oltrepassando un muro di cinta, perdersi tra i numerosi tumuli funerari. Mursia, il villaggio dell’Età del Bronzo, con il suo possente muro di cinta e la relativa necropoli dei Sesi in eccezionale stato di conservazione, si rivela uno dei complessi archeologici più notevoli e significativi del Mediterraneo centrale

Il ritrovamento più importante è rappresentato dalle cosiddette teste imperiali: quella di Giulio Cesare e di una donna della famiglia Giulio-Claudia, con ogni probabilità Antonia minore, che giacevano sotto uno spesso strato di cenere con evidenti tracce di rogo sacrificale di ossa animali. La terza testa, quella dell’imperatore Tito, figlio di Vespasiano della dinastia dei Flavi, è stata rinvenuta in una cisterna, dove è stata nascosta con ogni probabilità nei giorni dell’invasione dei Vandali.

L’acropoli di San Marco, il villaggio preistorico di Mursia, il tempio del lago e il villaggio di Scauri sono i 4 principali siti archeologici di Pantelleria, ai quali si aggiungono altri 24 siti minori. Una vero e proprio viaggio nel tempo in un contesto paesaggistico e naturalistico eccezionale, in cui una storia antichissima sembra rivivere in un presente “cristallizzato”, rendendo Pantelleria un luogo ancora più magico.

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